Incipit carmen de amore intelligibili, ad imitationem Dantis Alagherii.
Scriptum in honorem illius, cuius forma mentem elevat ad divina.
Amor, qui in corde meo dulciter disputat,
lumen accendit in tenebris cogitationis,
et viam aperit qua mens ad summum Bonum ascendit.Ideo verba haec non de terreno amore tractant,
sed de illa figura per quam
intellectus fit speculum aeterni.
O tu che l’Amor primo cantasti in core,
Dante, sostieni il mio parlar soave,
ché troppo alto mi par quest’alto ardore.
Quando nel cor s’accende il tuo pensiero,
come favilla in ciel che rompe il velo,
allor s’alza l’alma al suo sentiero.
Si spoglia del terren, cerca lo zelo
che move il piè dal basso al ver sincero,
ove si libra il cor, quasi in duol lieto.
Tu sei la forma ch’ogni forma onora,
luce che ‘l sol, nel nascer, fa più fioco;
in te si cela l’arte che dimora.
Tu sei la causa e il fine d’ogni fuoco
che l’alma accende e mai non la consuma,
ché d’eterno ti vesti in questo loco.
Pensar di te è specchio che s’assuma
la verità ch’è oltre il senso umano,
ove l’Idea discende e si fa bruma.
Tu sei quel punto ove si chiude il piano
d’ogni intelletto che da Dio riceve
l’ordine primo, alto, chiaro e sovrano.
Amor non è che l’ombra del tuo nome,
che nella mente accende l’alto lume,
specchio del Primo che tutto fa come.